Intervista a Giacomo Beretta, autore del romanzo “Risveglio”.

Intervista a Giacomo Beretta, autore del romanzo “Risveglio”.


Giacomo Beretta (Saronno, 1985) opera nel settore tessile-moda, occupandosi di acquisti, sostenibilità della filiera e innovazione. Nel 2018 ha fondato NerdPool.it, portale e community dedicati all'intrattenimento, alla letteratura e al fumetto. Pubblica nel 2025 per Bookabook il fantasy “Risveglio”.
«Di cosa parla il tuo romanzo d'esordio “Risveglio”? Fa parte di una saga o è leggibile come stand alone?»



Risveglio è un fantasy contemporaneo che parte da un evento improvviso e inspiegabile (un devastante terremoto in Amazzonia) per raccontare qualcosa di molto più profondo: la perdita di memoria dell'umanità e il suo rapporto spezzato con la Terra. La storia intreccia politica internazionale, mitologia antica e conflitti interiori. Da un lato c'è Matthew, fotografo della Casa Bianca, immerso nel cuore del potere istituzionale; dall'altro Awa, custode di una memoria ancestrale legata alla foresta. Il loro incontro mette in discussione l'idea che il nostro tempo sia separato dal mito: nel romanzo, passato e presente convivono, e ciò che credevamo leggenda riemerge nella storia contemporanea. Il libro è leggibile come stand alone perché ha un arco narrativo compiuto e un'evoluzione chiara dei protagonisti. Tuttavia, l'universo che si apre con il risveglio degli elfi, l'emersione dell'Ombra e il conflitto tra Nord e Sud, è pensato per svilupparsi ulteriormente. È quindi il primo tassello di un progetto più ampio che ambisce a diventare una trilogia.



 



«La tua opera è legata a un interesse concreto sulla sostenibilità e sulla transizione green. In che modo pensi che la letteratura fantasy possa essere il genere adatto per affrontare un tema così attuale e politicamente orientato?»



Per me il fantasy ha una forza particolare: permette di raccontare la realtà senza restare prigionieri della cronaca. In particolare il concetto di fantasy in Risveglio è molto contaminato. La crisi ambientale è un tema profondamente politico, ma prima ancora è un tema antropologico e morale. E il fantasy consente di spostare il conflitto su un piano simbolico: l'Ombra non è solo un antagonista, ma rappresenta la corruzione, l'avidità, la disconnessione dall'equilibrio naturale. Gli elfi non sono semplicemente una razza mitica, ma l'incarnazione di una memoria armonica con il pianeta. Attraverso l'immaginario, il lettore può interrogarsi senza sentirsi accusato. Non sto scrivendo un manifesto ecologista: sto raccontando una battaglia che definirei archetipica tra distruzione e custodia. Il fantastico crea distanza, e quella distanza permette una riflessione più onesta.
 



«Il romanzo si apre con un devastante terremoto in Amazzonia, che genera una voragine da cui poi transiterà il Male più oscuro. Cosa rappresenta simbolicamente questo evento sismico?»



Il terremoto è una frattura. Non solo geologica, ma storica e spirituale. L'Amazzonia è spesso definita “il polmone del mondo”: colpirla significa colpire il respiro stesso del pianeta. La voragine che si apre nella foresta rappresenta una ferita già esistente, ma invisibile prima di quell'evento concreto. È la materializzazione di un disequilibrio accumulato nel tempo. Simbolicamente, quel sisma è il momento in cui la realtà non può più essere ignorata. È la fine dell'illusione che tutto possa continuare come prima. Dal punto di vista narrativo, è il punto di non ritorno; dal punto di vista simbolico, è la coscienza che si spacca.
 



«Matthew e Awa, i protagonisti dell'opera, appartengono a mondi contrapposti - lui è un fotografo della Casa Bianca, e quindi è connesso al potere istituzionale, lei è un'indigena della foresta amazzonica, profondamente legata alla forza primordiale della natura; eppure, a un certo punto scopriranno di condividere la stessa eredità e la stessa missione. Volevi suggerire che la responsabilità verso il nostro pianeta non deve conoscere confini culturali o geopolitici?»



Sì, ma non in modo retorico. Matthew rappresenta il potere istituzionale occidentale, con le sue ambiguità e i suoi compromessi. Awa incarna una conoscenza primordiale, non accademica ma esperienziale. Il loro incontro non è romantico in senso tradizionale: è necessario. Volevo mostrare che nessuna parte del mondo può salvarsi da sola. La crisi ambientale non è “del Sud” o “del Nord”, non è “occidentale” o “indigena”. È sistemica. Il fatto che condividano la stessa eredità suggerisce che l'umanità, al di là delle divisioni geopolitiche, ha un'origine comune e una responsabilità condivisa. La missione che ricevono non è di supremazia, ma un tentativo di riconciliazione.
 



«Il concetto di “memoria” è centrale nella storia da te narrata; l'umanità, purtroppo, ha perso la memoria delle proprie origini: è questa perdita la vera origine dell'Ombra?»          



Nel romanzo, sì. L'Ombra non nasce semplicemente dal male come forza autonoma: prospera nell'oblio. Quando l'umanità dimentica la propria origine, smette di percepirsi come parte di un equilibrio e inizia a comportarsi come dominatrice assoluta.
La memoria nel libro non è nostalgia del passato, ma consapevolezza delle connessioni. Ho cercato di raffigurare il pensiero che senza memoria non c'è limite, e senza limite non c'è responsabilità. In questo senso, la perdita della memoria è il terreno fertile su cui l'Ombra si radica.



 



«Nel romanzo tornano degli archetipi classici del fantasy - elfi, nani, stirpi reali - ma inseriti in un contesto contemporaneo. Come hai gestito questi elementi evitando l'effetto derivativo, e rendendoli funzionali al messaggio ecologico?»



Ho cercato di non usare gli archetipi come ornamento, ma come funzione narrativa. Gli elfi non sono semplicemente esseri eleganti e immortali: sono custodi della memoria del mondo. Esseri che in epoche antiche hanno amato così tanto il nostro pianeta e le sue creature, da accettare di farsi da parte mantenendo un occhio vigile. I nani non sono solo maestri artigiani, ma simboli della profondità e della resilienza. Infine le stirpi reali degli uomini non rappresentano un diritto dinastico, ma un peso morale. Inserire questi elementi nel mondo contemporaneo tra Casa Bianca, diplomazia internazionale e conflitti geopolitici crea un cortocircuito interessante. Non è il mondo fantastico a essere moderno, ma è il nostro presente a rivelarsi mitico. Questo rovesciamento mi ha aiutato a evitare la sensazione di imitazione: non sto replicando un mondo secondario, sto svelando ciò che potrebbe essere nascosto nel nostro.
 



«Il risveglio degli elfi dopo un sonno millenario è un'immagine potente: è forse un simbolo della coscienza ambientale che si sta lentamente riattivando nel nostro tempo? Sei più speranzoso o scettico che si possano ancora cambiare le cose?»



Il risveglio degli elfi è sicuramente un simbolo della coscienza ambientale che sta prendendo corpo. Ma nel romanzo il loro ritorno non risolve automaticamente il problema: mette l'umanità davanti a uno specchio. Sono moderatamente speranzoso. Credo che il cambiamento sia possibile, ma non indolore. Il risveglio, per definizione, implica che prima si stesse dormendo. E svegliarsi non è mai comodo. Il romanzo non offre una soluzione semplice o definitiva: suggerisce però che finché esiste amicizia, memoria e voglia di uscire dai propri confini, esiste anche una possibilità.
 
 
Contatti
https://www.instagram.com/jack85/
https://bookabook.it/libro/risveglio/
https://www.amazon.it/Risveglio-Giacomo-Beretta/dp/B0FBTK3DH7
 


Articoli correlati

Interviste

Intervista a Giuseppe Conzo, autore del romanzo “La forza di ricominciare”.

16/04/2026 | Bookpress

Giuseppe conzo è un ingegnere e scrittore; originario della campania, vive a fiumicino. La scoperta delle sue origini ha ispirato il suo romanzo d'esordio “la forza di...

Interviste

Intervista a Valentina Raffa, autrice del romanzo “Assurdo ma vero”.

16/04/2026 | Bookpress

Valentina raffa (ragusa, 1977) è una giornalista e scrittrice. Ha pubblicato articoli su il giornale, con cui collabora dal 2013, panorama e la sicilia. Appassionata di ...

Interviste

Riki Cellini racconta “L’estate tutto l’anno”

14/04/2026 | lorenzotiezzi

Cantautore del panorama musicale indipendente italiano, riki cellini ha recentemente pubblicato il nuovo album “l'estate tutto l'anno”, un lavoro che intreccia ine...

425007 utenti registrati

17197756 messaggi scambiati

19974 utenti online

31819 visitatori online